Il Twitter del precario diventa un libro “Avere un’adolescenza da sfigati è l’unico modo per diventare intelligenti”. Questo il sagace motto di un professore precario, ora diventato anche il titolo di un libro scritto… su Twitter. Lui si chiama Ermanno Ferretti, ma è conosciuto in rete come “Scrip”. Ha trent’anni, un figlio, ed è professore di filosofia in un liceo di Rovigo. Ora è super-precario, ovvero disoccupato visto che dopo quattro anni di insegnamento “Nell’autunno 2009 sono stato tra i ‘tagliati’ della cosiddetta riforma Gelmini” scrive sul suo sito. Scrip si è fatto conoscere sul social network Twitter : all’indirizzo twitter.com/scrip ha raccontato in 140 caratteri la sua vita da insegnante “dalle disavventure del precariato agli strafalcioni degli studenti, dai problemi reali della scuola agli effetti dalla riforma”. I migliori twitt dell’anno scolastico 2008-2009 sono diventati il suo primo libro, autoprodotto e in vendita online sul sito adolescenzadasfigati.com. I commenti degli utenti sono entusiasti ed il libro è un perfetto spaccato della vita della scuola visto con l’occhio delle nuove leve. Si divide in capitoli: dai colleghi: “Certo che un prof che saluta gran parte degli esaminandi dicendo ‘Salutami tua mamma’ è un po’ inquietante”; a “Filosofi e maestri di vita”: “Stamattina, dopo la lezione di Freud, la lavagna sembrava una rivista porno. La cancellina ci salverà”; a ‘Didattica e valutazione: “I resoconti degli scrutini sembrano usciti da ER: ‘Non siamo riusciti a salvarlo’, ‘le abbiamo provate tutte’, ‘non c’è più niente da fare’”. Tutto molto divertente anche se, ci dice, lo scopo della pubblicazione è molto seria: “ho voluto raccontare la scuola vera” . “Hanno parlato di meritocrazia e di fannulloni, generalizzando in maniera indiscriminata, Ma la verità è che quelli che stanno a casa quest’anno sono i più giovani, spesso i più in gamba i più innovativi. Non c’è traccia di merito della riforma, non si premia il merito: si taglia e basta”. La sua ricetta? “I ragazzi a volte sono poco preparati ma sono più moderni di noi. Rispondono sempre se hanno gli stimoli giusti”. Il tempo è ormai scaduto: “La scuola si deve rinnovare, tutto rimane ancorato ad una visione didattica vecchia”. Sperando che, oltre ai ragazzi, vengano valorizzati anche i precari lasciati a casa.
— Federico Mello, Il Fatto Quotidiano, 3 novembre 2009 (via scrip79)
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